KARA GUT

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RESONANT FLESH

machinima/digital video, color, sound, 8’ 20”, 2018. United States.

Resonant Flesh mette a tema la natura del corpo e dell'identità personale nell'era dei videogiochi e dei social media. Il corpo emette un segnale proveniente da una fonte sconosciuta. Resonant Flesh è un’esperienza audiovisiva intima e remota, avvolgente e attuale. In collaborazione con Justin Majetich (CARE).

Resonant Flesh explores the nature of corporeal mass and personal identity in the age of video games and social media. The body holds a signal from an unknown source. Resonant Flesh desires to be both intimate and remote, conduit and current. In collaboration with Justin Majetich (CARE).

THE ARTIST

L’ARTISTA

La pratica di Kara Gut scandaglia i contorni della nuova intimità creata dal lifestyle digitale, concentrandosi sulla separazione dalla realtà concreta e sulle nuove dinamiche di forza del virtuale. Appropriandosi di immagini e media schermici, l’artista esplora la necessità ontologica di alcuni spazi digitali, sovvertendo le logiche patriarcali ad essi sottesi per creare nuove situazioni, significati e significanti. Utilizza media quali il video, la screen capture e la manipolazione di immagini, suoni ed esperienze di cui s’imbatte in rete, nei videogiochi e in altri spazi virtuali. Le sue opere presentano caratteristiche scultoree. È interessata ad articolare il mito del digitale e le sue manifestazioni nel reame del tangibile. Le sue opere sono artefatti che giocano con il linguaggio, la traduzione, la finta intimità, il consumismo e la metamorfosi scaturita dalla traslazione dell’agire quotidiano in rete. Le culture specifiche del videogioco e del fantasy sono una metafora della mitologizzazione dello spazio digitale in generale. Artista multidisciplinare, Gut ha ottenuto un MFA presso la Cranbrook Academy of Art e il Peter MacKendrick Endowment for Visual Artists. Le sue opere sono state collezionate dal Cranbrook Art Museum e da numerose collezioni private. La sua pratica è stata discussa da Refigural Magazine, The Unstitute e dal Detroit Center for Contemporary Photography. Vive e lavora a Columbus, nello stato dell’Ohio.

Kara Gut’s work investigates the new contours of human intimacy formed by an increasingly pervasive online lifestyle, constructed detachment from reality, and the power dynamics of the virtual. Using image and screen-based media, Gut explores the ontological necessity of certain digital spaces. She is specifically interested in how the patriarchal conversation within these spaces can be subverted to generate new meaning. Working with video, screen capture, and experiences from the internet, video games, and other virtual spaces, Gut creates works that possess a sculptural nature. She is interested in expressing the mythos of the digital and how it manifests in the physical realm. Her work centers around this concept, taking the form of objects that play with language, translation, faux-intimacy, consumerism, and a metamorphosis born from the lore of digital and internet lifestyles. Specific gaming and roleplaying cultures exist to serve as a metaphor for our constant mythologizing of digital space at large. A multidisciplinary artist with an MFA from Cranbrook Academy of Art, Gut is the recipient of the Peter MacKendrick Endowment for Visual Artists. Her work has been collected by Cranbrook Art Museum as well as numerous private collections. Her work was featured on Refigural Magazine, The Unstitute, and the Detroit Center for Contemporary Photography among others. Kara currently lives and works in Columbus, Ohio.